un due tre.

Oct 13th 2008

eccociqui! mesi, MESI! MEESIII.

Sì vabè, non è che risulti particolarmente importante…
mentre ero distratto, è iniziata un’altra stagione: climatica e.. “scolastica” trascinando con se le sveglie alle 6 del mattino, i rientri alle 21:30, le incompatibilità con il lavoro, le ore perse sui regionali, i viaggi in piedi, le letture delle magliette dei passeggeri, le parole crociate di metro, gli oroscopi, le lettere d’amore, i freni, il puzzo — mio e di altri — ed innamorarsi ogni giorno di una sconosciuta.

e intanto torni a roma da parigi, in volo, con la ryanair con la nostalgica signora che t’invita a mettere la fibbia nell’apposito pezzo metallico, che a lei un figlio è morto così.

Mi ricordi di giorni solo programmati, notti in autogrill e sere passate ad aspettarti, dico che va tutto bene, che in realtà non c’è niente che dovrebbe andare male, poi torno a pensare al fumo goffo e euforico fuggire dalle tue narici, le tue labbra e il dio della tequila si fa largo per l’esofago e si auto consacra padrone del wc.
sono stanco, hai vinto te.

ottemmezzo

Jul 14th 2008

le saponette prendono velocità, svoltano per via germania, via varsavia e giù per largo amerigo vespucci: si allontano dal centro con le luci arancio-rosate dell’illuminazione pubblica riflesse sui quadranti scuri. lasciano in terra una miscela profumata di pomodoro e menta.
afferra dal cruscotto una bottiglia e ne tira giù un sorso. ora il liquido colorato è terminato. la ripone, plushh, è di nuova piena: fino all’orlo e continua a trasbordare, cola lungo il bordo, svanisce prima di arrivare a terra, ora è rosa, giallo, verde.
la città è lontana, attorno solo note musicali e fogli colorati. un sospiro, un altro, un altro ancora, le pareti sono strette e il corpo appena ci passa, ora abbassa la testa e porta le gambe al petto, rotola. la luce non filtra più, il freddo taglia la gola, esce un liquido azzurro, è brillante, denso e appiccicoso; non emana alcun odore.

sorrisi, solo sorrisi. le loro labbra tremano.. sguardi ammiccanti e gengive rosa sciocching. volti coperti di lacrime.
ricordi lontani.
speriamo non venga a piovere o dovrò rifare la lavatrice.
come torno a casa mi vedrò l’ultimo episodio in tivvù.
cazzo che caldo che fa, quanto ci vuole ancora?

si muove, prova a ripercorrere la strada fatta ma qualcosa glielo impedisce. il soffitto, ora ci si può camminare su, il pavimento è lontano, alto. salta ma non cade. più salta più si allontana dal pavimento, il soffitto si dilata.
e poi silenzio, un rumore sordo, silenzio, un altro rumore, di nuovo silenzio. allunga la mano e afferra la bottiglia, questa volta è in uno zaino, lo zaino non è di nessuno. ora non c’è più.
un colpo di tosse, un fiore, un colpo di tosse, un fiore, un colpo di tosse, un fiume, un colpo di tosse, un fiume.

silenzio. di nuovo silenzio..

ma se ci fosse un volo a basso costo della Ryan Air, giuro che ti raggiungerei

Icaro, Francesco Guccini

Jun 19th 2008

oggi oggi oggi oggi vi consiglio codesto libricino qua, un delizioso mondadori collana.. “scrittori italiani e stranieri” da 12 € per poco più di 100 pagine..

12 euro che merita tutti, però. nonostante inizi con il racconto lo “gnuri” che.. per chi segue un minimo il guccio non è totalmente sconosciuto (eccoloqua).

mapporcatroiaputtanaluridazoccola, vuoi vedere che ho comprato un’antologia di brani già facilmente reperibili?!

grazie al cielo la paura svanisce finito il racconto che ne fa seguire altri sei, inediti (per me almeno) tutti decisamente ottimi.

un Guccini che risulta migliorato dal punto di vista stilistico, almeno dalla mia precedente lettura: L’uomo che reggeva il cielo.
Il narratore qui è esterno (guccini stesso?) e ad essere raccontate sono vicende non vissute.. probabilmente racconti di racconti che hanno acquistato di fascino..

bello indubbiamente il racconto che da il titolo alla raccolta “Icaro”, surreale, come “l’uomo che reggeva il cielo” che per qualche istante provi ad immaginare in canzone..

in definitiva un libricino leggibile in meno di un’ora.. godibile anche grazie all’enorme talento lessicografo del pavanese.

«Ecco» disse l’uomo, «finito. ora volerò»
«Non sembri contento» disse il bimbo.
«Forse emozionato. Contento no, sapevo che ci sarei riuscito. Ero sicuro, perché se non si è sicuri non si vola.»

ah sì

il nuovo e il vecchio logo di chimeraLabs..

Non ci salverà nessuno

May 29th 2008

Mi mancano, dio se mi mancano.

Ho fissi nella mia testa i loro corpi nudi e fradici di sangue, il loro sangue.

Sto male, è colpa mia, sono stato io.

No, andiamo. 

La cosa che più mi fa star male è non poter vivere più quell’istante: le loro sudicie fronti corrugate, segnate da rivoli di sangue e polvere, gli occhi spalancati e vuoti imploranti perdono. Ero il loro nuovo dio al quale avevano sempre mostrato adorazione, ed ero li che li stavo punendo. 

Non più nasi i loro. Viadotti per muco e lacrime, raccapriccianti, come la schiumosa bava che gli angoli delle loro bocche spurgavano in dosi massicce senza tregua.

Non ho due giri di giostra, non questa volta.

Dovevi aspettare

Ho goduto, ne sono sicuro.

Niente sarà più come prima

 

Questo, oltre che un utile copia-incolla per postare qualcosa, è una delle poche cose scritte che mi è rimasta dopo che a marzo ho perso buona porta dell’hard disk {foto, video, film, telefilm, testi, santi, dei, e prostitute} (ps.: grazie a cristina ho recuperato almeno delle foto..).

Ah, ho cambiato template.. (e in teoria andrebbe finito.. ma sono troppo apatico per farlo).
e.. da aprile lavoro alla mandarinoadv, ci occupiamo di comunicazione. 

donkey.

Apr 14th 2008

se vuoi, puoi provare a volare.